ORANIA, UN’ENCLAVE DI INDIPENDENTISTI BIANCHI IN SUDAFRICA

di CHARLIE PAPINI C’era una volta l’Apartheid nella Repubblica Sudafricana. Poi, arrivò Mandela alla presidenza e il “potere nero” assurse a dogma. La politica discriminatoria e razziale dei bianchi finì, ma secondo qualcuno iniziò quella al contrario, contro i bianchi. Così, nel 1991 nacque Orania, una città di soli bianchi nella provincia settentrionale del Capo, a ovest dell’Orange River. In quella cittadina gli afrikaner, discendenti dei colonizzatori olandesi, si sono raggruppati perché si sentivano discriminati ed hanno dato vita ad una enclave di soli bianchi, che parla l’Afrikaans, una variante della lingua madre, lingua ufficiale – con l’inglese – in tutta la Repubblica. Tutto è iniziato nel 1990, con l’acquisto di un villaggio abbandonato. Quando Carel Boshoff III, nel 2011, scomparve suo figlio Carel Jr. ha assunto la presidenza del “Movimento Orania”, il braccio politico della comunità. Oggi è anche portavoce ed ideologo, il cui compito è quello di far interiorizzare intellettualmente l’idea della segregazione auto-imposta. La città è costruita su un terreno privato di proprietà della “Società Orania”, con…

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