KRUGMAN: PER I RICCHI SERVONO TASSE DEL 70-80%!

(Elleffe) – Il mio amico Massimo Testa ha scritto:

  • La cosa veramente importante fatta da Trump non sono stati i dazi (provvedimenti molto enfatizzati per motivi di propaganda interna ma in realtà poco significativi e tesi a rinegoziare coi vari paesi i dazi già esistenti), non è stato il fantomatico muro col Messico, non la politica estera piuttosto confusa, ma il DRASTICO TAGLIO DELLE TASSE.
    Trump non è un libertario, e non lo ha fatto per motivi ideologici.
    Lo ha fatto da uomo pratico, constatando il fallimento eclatante, laddove la hanno seguita, della proposta di Warren Buffett e di altri furbi riccastri americani.
    Buffett propose di alzare la tassazione dei “ricchi”, aumentando l’aliquota fiscale che li toccava.
    Un fatto di equità, si disse (anche una bella mossa per far sì che la popolarità di miliardari del genere non perdesse troppi colpi con la crisi finanziaria, e pure per continuare ad usufruire di leggi di favore ad hoc da parte dei politici, grati per il foraggiamento alla macchina statale).
    Bene: lo stato della California applicò la proposta di Buffett, e alzò del 10% (mica poco) l’aliquota.
    Risultato?
    Mentre PRIMA le tasse dei “ricchi” costituivano circa il 46% della tassazione, DOPO solo il 38%.
    Ovviamente, drastico calo pure degli investimenti.
    I motivi sono diversi, uno di questi è che questi patrimoni non sono certo liquidi ma investiti in attività e produttive e finanziarie, e quindi soggetti alle oscillazioni dei mercati (presente di quanti soldi si parla? Prendete il calo della Apple di questi giorni…).
    Morale: ulteriore tartassata del ceto medio.
    Trump ha avuto la pragmatica idea di abbassare le tasse, e in paritcolare per gli alti redditi e per le imprese (ma anche ai bassi e ai medi…): guarda caso, l’economia ha ripreso a tirare, la disoccupazione è ai minimi etc etc.
    Per cui hanno poco da sculettare i sovranisti/protezionisti nostrani: l’unico motivo della ripresa dell’economia Usa sta nel taglio fiscale, non nelle puttanate da strapaese che piacciono tanto a loro.
    ps) spiegate a quei cretini al governo che per non fare delocalizzare le aziende, così come per attrarre capitali esteri, bisogna detassare e deregolamentare…altro che “comprare italiano” e leggi liberticide immaginate da De Maio…

Ieri, sul quotidiano comunista “la Repubblica” è uscito un articolo, tratto dal confratello quotidiano comunista americano NYT, di Paul Krugman che dice quanto segue:

  • I RICCHI NON VANNO TASSATI MA TAR-TASSATI – IL PREMIO NOBEL PAUL KRUGMAN DIMOSTRA CHE LA PROPOSTA PIU’ SENSATA PER UNA POLITICA FISCALE EFFICACE E’ QUELLA DI UN’ALIQUOTA DEL 70- 80 PER CENTO SUI REDDITI MOLTO ALTI – L’IDEA CHE ABBASSARE LE TASSE AI PIU’ RICCHI ABBIA UNA RICADUTA BENEFICA SULL’ECONOMIA E’ UNA BUFALA CHE RACCONTANO I PAPERONI PER NON PAGARE: NON E’ STATO MAI DIMOSTRATO DA NESSUNO… (vedi qui).

Ora, secondo voi quale autorevolezza può avere uno che dice che per far crescere il PIL sarebbe utile sperare in una guerra coi marziani, oppure che disse che Internet non sarebbe servita a nulla, ma che era meglio il fax?

Voi pensatela come volete, ma io sto con Massimo Testa.

Print Friendly, PDF & Email
Rubriche