I TEORICI DELLO SCIOPERO SONO CATTIVI ECONOMISTI

di BRUNO LEONI Il conto dello sciopero? E’ dimostrato, non torna. Ogni qualvolta le remunerazioni salariali vengono spinte, per effetto di uno sciopero “vittorioso”, oltre i limiti di mercato, il mercato si “vendica”: aumenti di prezzi e riduzione della produzione sono le conseguenze inevitabili. Il tentativo di ridurre il reddito del datore di lavoro marginale in una situazione del genere, mediante procedure di coazione, quali lo sciopero, può quindi comportare addirittura la scomparsa della figura, in queste economie abbastanza rara, dello stesso datore di lavoro, il quale non troverebbe più convenienza a sopportare un maggior costo di produzione, quando quello che ora deve sopportare è già alto rispetto ai costi di produzione corrispondenti nelle economie evolute. Tutto ciò smentisce il famoso mito della «parte sempre e necessariamente più debole», che sarebbe, secondo i filosofi dello sciopero, il prestatore d’opera, e quindi priva addirittura delle sue basi l’idea del famoso “squilibrio” fondamentale tra le parti che dovrebbe e potrebbe essere compensato solo mediante mezzi eccezionali quali…

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