L’ARRIVO DI ORO DALLE AMERICHE SPOSTÒ L’ATTIVITÀ BANCARIA A SIVIGLIA

di JESUS HUERTA DE SOTO L’analisi dell’attività bancaria durante gli anni del regno di Carlo V è paradigmatico per varie ragioni. In primo luogo, perché l’affluenza massiccia di metalli preziosi provenienti dall’America fece sì che il centro di gravità economico si trasferisse, almeno temporaneamente, dalle città commerciali del nord dell’Italia verso la Spagna, e concretamente a Siviglia e al resto delle fiere commerciali spagnole. In secondo luogo, perché le costanti necessità di tesoreria di Carlo V, risultato della sua politica imperiale, lo portarono a finanziarsi continuamente attraverso il sistema bancario, approfittandosi, con assai pochi scrupoli, della liquidità che il medesimo gli forniva, e rafforzando al massimo la tradizionale complicità tra governanti e banchieri che fino ad allora, in maniera più dissimulata, si era già convertita in una regola. Inoltre, Carlo V non poté evitare la bancarotta del patrimonio reale, il che ebbe conseguenze molto negative, come è logico, sull’economia spagnola in generale, e in particolare sui banchieri che l’avevano finanziato. Tutti questi fatti fecero sì…

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