REPUBLIKA SRPSKA, UN’ALTRA SECESSIONE VIETATA DAI PAPAVERI DELL’UE E DELL’ONU

di MARIETTO CERNEAZ Solo un anno fa, i cittadini della Republika Srpska (RS), una delle due entità che compongono la Bosnia Erzegovina, sono stati chiamati a votare per un referendum sulla “Giornata della Republika Srpska“ (nascita dello stato dei serbi di Bosnia, avvenuta il 9 gennaio 1992 ad opera di Radovan Karadžić). I risultati furono plebiscitari, ma non sono mai stati ufficializzati, nonostante il  99.8% abbia votato per il “sì”. Sì alla “secessione” dalla Bosnia insomma. Tutto nullo, però, dal punto di vista legale. L’altro ieri, l’alto rappresentante internazionale in Bosnia Erzegovina, Valentin Inzko, ha escluso la possibilità di secessione della Republika Srpska.  Inzko ha affermato all’emittente “Deutsche Welle” che “la comunità internazionale ha tutti gli strumenti nelle proprie mani, incluso il mandato delle Nazioni Unite, e non lo permetteremo”. Catalogna docet. L’alto rappresentante internazionale a Sarajevo ha affermato che in futuro potrebbe ricorrere nuovamente alle cosiddette competenze di Bonn, che gli permettono di sostituire i funzionari locali (una specie di articolo 155 spagnolo) che si oppongono all’attuazione dell’accordo di…

Contenuto disponibile solo agli utenti registrati
Log In Registrati
CONDIVISIONI
Rubriche FuoriDalMondo