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Guerra in Iran: escalation militare e vertice del regime. Riassunto della giornata

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di GEPPO CIATTI

La giornata del 4 marzo 2026 ha segnato una nuova fase della guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele, caratterizzata non solo da ulteriori operazioni militari ma anche da un importante sviluppo politico interno alla Repubblica islamica: l’elezione di una nuova Guida Suprema dopo la morte dell’ayatollah Ali Khamenei.

Sul piano militare, i combattimenti sono proseguiti con bombardamenti e attacchi incrociati su più fronti. Le forze israeliane hanno continuato a colpire obiettivi militari in Iran, mentre gli Stati Uniti hanno rafforzato la presenza navale e aerea nel Golfo Persico. Teheran ha risposto con nuovi lanci di missili e droni verso Israele e contro installazioni militari occidentali nella regione, mentre Hezbollah ha intensificato gli attacchi dal Libano settentrionale contro il territorio israeliano. Il conflitto, ormai apertamente regionale, coinvolge sempre più attori indiretti e minaccia di estendersi ulteriormente.

Parallelamente agli scontri militari, l’Iran ha affrontato una grave crisi istituzionale dopo la morte di Ali Khamenei, avvenuta il 28 febbraio in seguito ai bombardamenti congiunti statunitensi e israeliani su Teheran. La scomparsa del leader, che guidava la Repubblica islamica dal 1989, ha aperto un vuoto di potere nel pieno della guerra.

Secondo le informazioni diffuse da fonti internazionali e iraniane, l’Assemblea degli Esperti ha eletto il 3 marzo Mojtaba Khamenei, secondogenito del leader defunto, come nuova Guida Suprema della Repubblica islamica. Il religioso sciita, 56 anni, era da tempo considerato uno dei principali candidati alla successione e possiede stretti rapporti con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione (Pasdaran).

La scelta rappresenta un passaggio storico e controverso. Da un lato rafforza la continuità del sistema politico iraniano nel momento di massima tensione internazionale; dall’altro ha suscitato critiche interne ed esterne perché appare come una sorta di successione dinastica all’interno della leadership teocratica. Analisti citati dalla stampa internazionale sottolineano inoltre che Mojtaba Khamenei è noto per le sue posizioni fortemente conservatrici e per i legami con le strutture di sicurezza del regime.

Nel breve periodo, la nuova leadership dovrà gestire simultaneamente tre sfide: la guerra con Israele e gli Stati Uniti, la stabilità interna del regime e l’impatto economico delle sanzioni e dei bombardamenti. Nel frattempo, prima dell’elezione definitiva, il potere era stato temporaneamente esercitato da un Consiglio di leadership ad interim composto da alcune delle principali figure istituzionali iraniane.

In sintesi, la giornata del 4 marzo ha mostrato due dinamiche parallele: l’intensificazione degli scontri militari nella regione e il tentativo della Repubblica islamica di ristabilire rapidamente una guida politica stabile. L’elezione di Mojtaba Khamenei segna quindi l’inizio di una nuova fase del conflitto, con una leadership che potrebbe adottare una linea ancora più dura nel confronto con l’Occidente.

In Europa le reazioni sono state improntate alla preoccupazione e alla richiesta di de-escalation. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha invitato tutte le parti a “evitare un allargamento incontrollato del conflitto”, mentre l’Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell ha convocato una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri dell’UE. Diversi governi europei, tra cui Giorgia Meloni e Emmanuel Macron, hanno espresso forte allarme per il rischio di una guerra regionale e per le conseguenze sui mercati energetici. Alcuni Paesi hanno inoltre iniziato a preparare piani di evacuazione per i propri cittadini presenti nell’area mediorientale.

Principali fatti della giornata

  • Attacchi USA-Israele su Iran: L’IDF e l’US Air Force hanno colpito duramente Teheran e altre città. Obiettivi: centri di comando IRGC, siti Basij, lanciatori di missili, infrastrutture militari e una base aerea. Un F-35 israeliano ha abbattuto un jet iraniano Yak-130 (primo kill aereo-aereo confermato di un F-35). Confermato l’uccisione del comandante Quds Force Daoud Alizadeh. La Pentagon ha diffuso immagini di un sottomarino USA che ha affondato una nave da guerra iraniana al largo dello Sri Lanka (80 corpi recuperati).
  • Risposta iraniana: Teheran ha lanciato centinaia di missili e droni contro basi USA nel Golfo (Qatar, Bahrain, UAE, Kuwait) e Israele. Colpito il consolato USA a Dubai. Un missile iraniano ha raggiunto una base USA in Qatar. L’Iran ha chiuso parzialmente lo Stretto di Hormuz, facendo schizzare il prezzo del petrolio (+20% circa). Hezbollah ha sparato razzi dal Libano.
  • Bilancio vittime: In Iran oltre 1.000 morti (stima iraniana aggiornata). Tra le vittime anche civili a Teheran. Quattro soldati USA uccisi in Kuwait. Decine di morti in Israele e Libano.

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