di MATTEO CORSINI
"Da tempo c’è una campagna della destra contro lo Stato come forza positiva per la soluzione dei problemi, a cui ora si è saldato il populismo. I progressisti sono identificati con l’idea di usare il governo per il bene comune, e quindi sono sotto attacco. Bisogna rispondere modernizzando lo Stato, le istituzioni e il modo di fare politica, dimostrando che l’argomento secondo cui tutti sono corrotti e quindi bisogna sfasciare tutto non risolve i problemi". Matt Brown, già braccio destro di Tony Blair, è consigliere del consigliere di Hillary Clinton per la campagna presidenziale negli Stati Uniti. Trovo sempre divertente leggere di questi parolai che fanno i consiglieri dei consiglieri, campano fondamentalmente di tasse altrui (ancorché indirettamente) e dedicano i loro sforzi quotidiani ad abbellire lo Stato agli occhi di un crescente numero di persone insoddisfatte.
Mentre fino a qualche tempo fa il nemico era genericamente la destra, oggi non c’
Sono dei delinquenti , né più né meno.
I sinistri, gli attuali progressisti, ai bei tempi davano del fascista e del qualunquista a chi osava esporre o perorare idee diverse dalle loro.
Oggi, essendosi evoluti ideologicamente sulla base del politically correct, li denominano e bollano come populisti.
E i populisti sono dei babbei, perché parlano senza produrre fatti concreti.
Uno sopra tutti, una stringente e diffusa protesta fiscale.