di MATTEO CORSINI
"Il mondo ha bisogno di un’America onesta e democratica, o saremo tutti perduti. E c’è ancora moltissima onestà in questa nazione, semplicemente non è dominante come avevo immaginato. È tempo di ripensare, sicuramente, ma non di arrendersi". Paul Krugman rappresenta indubbiamente il prototipo dell’Intellectual Yet Idiot, secondo la definizione di Nassim Taleb. Dipendesse da me lo nominerei presidente a vita degli IYI.
Dopo la botta elettorale subita l’8 novembre scorso con la vittoria (inattesa) di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi, Krugman appare (più che mai) in stato confusionale. La sua reazione, al pari di quella dei sui colleghi IYI, consiste nel considerare disonesti e imbecilli coloro che, a conti fatti, hanno fatto prevalere Trump su Hillary Clinton.
Non voglio certo affermare che tutti gli elettori di Trump siano persone oneste (così come non lo sono, inevitabilmente, tutti quelli che hanno votato Clinton), ma trovo
a volte quelli che si reputano ignoranti riescono a dare una bella lezione!
come si possa sostenere un personaggio di cui non si conosce neppure il cognome, cui ha rinunciato per assumere quello della suo capolavoro (!) e continuare così a portare coi carri armati la democrazia ai popoli del mondo demolendo la loro storia per renderli anch’essi succubi di un potere egemonico estraneo e mortifero…. ecco, sarebbe questa la cosa di cui lorsignori si vanterebbero?