di MATTEO CORSINI
Nel lungo percorso di avvicinamento alle elezioni presidenziali statunitensi del prossimo novembre, gran parte del dibattito sui mezzi di informazione sulle due sponde dell'Atlantico riguardano le caratteristiche personali dei due probabili contendenti, ossia l'uscente Joe Biden e il suo predecessore Donald Trump.
Il primo non più tanto lucido (per usare un generoso eufemismo); il secondo convinto di essere un grande negoziatore (meglio non chiedere un parere ai tanti creditori che non ha pagato regolarmente nella sua carriera da immobiliarista), alle prese con diverse beghe giudiziarie e abituato a cambiare idea con una certa facilità.
Molta meno attenzione è dedicata al continuo deterioramento del bilancio federale, che purtroppo credo continuerà a prescindere dal vincitore. Nel caso vincesse Biden, continuerebbe ad applicare una versione di keynesismo non troppo dissimile da quello italiano in stile anni Ottanta del secolo scorso, fatto di aumenti di spe
Davvero incredibile che gli americani non abbiano di meglio da proporre della scelta tra un rimbambito e un lestofante.