Trump mette fine alla tassa sulle multinazionali dell’OCSE. Non senza conseguenze geopolitiche

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di ARTURO DOILO L'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca ha scombussolato i giochi del progressismo internazionale nazicomunista. Dopo l'uscita dall'OMS - una porcata che Roberto Burioni definisce "fondamentale per governare il mondo" -  il ritorno del Tycoon americano nello "Studio Ovale" ha ufficializzato, attraverso un ordine esecutivo  - che venga "notificato all'OCSE [Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico] che tutti gli impegni presi dalla precedente amministrazione per conto degli Stati Uniti in merito al Global Tax Deal non hanno forza o effetto all'interno degli Stati Uniti". In altre parole, gli USA sono destinati a mandare in frantumi il nuovo accordo fiscale aziendale dell'OCSE, che aveva richiesto un decennio per essere elaborato e fatto passare come "giustizia sociale", all'insegna del tassiamo di più le multinazionali. Ora, se la politica di Trump è all'insegna di "America First" come poteva non adottare tale scelta, considerato che tra le p
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