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Se “Milano siano noi”, allora siamo davvero dei pezzi di merda!

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di PIETRO AGRIESTI

“Lo Stato siamo noi” diceva Calamandrei. E il comune, mi chiedo io, anche il comune siamo noi? A maggior ragione dovremmo essere noi, vista la dimensione ridotta e locale, giusto? Bene, allora vediamo come noi cittadini di Milano ci trattiamo da soli attraverso il comune di Milano.

Abbiamo istituito l’area B e l’area C

L’ingresso nell’area C di Milano costa 7,50 € per i non residenti, con ticket giornaliero da acquistare e attivare, mentre i residenti hanno 50 ingressi gratuiti all’anno e pagano 3 € dal 51° transito; il costo sale a 4,50 € se si sosta in autorimessa per più di un’ora, e ci sono divieti di accesso per i veicoli più inquinanti, con ulteriori modifiche previste per i weekend dal 2026.

L’Area B di Milano è una ZTL attiva dal lunedì al venerdì (7:30-19:30, festivi esclusi) che vieta l’ingresso ai veicoli più inquinanti (attualmente diesel fino a Euro 5 e benzina fino a Euro 2/3 a seconda delle date). L’accesso è gratuito per i mezzi conformi, mentre per altri è prevista la registrazione sul portale del Comune. Le sanzioni per infrazione vanno da 163 a 658 euro.

Abbiamo convertito tutti i parcheggi liberi in linee blu e linee gialle. In pratica il parcheggio è gratuito nella tua zona di residenza, mentre è a pagamento fuori. Se esci dalla tua zona puoi parcheggiare solo nelle linee blu che sono a pagamento.

Il costo delle strisce blu a Milano varia in base alla zona: circa 3,00€/h in Area C, 2,00€/h nel semicentro e 1,20€/h in periferia. La sosta è solitamente a pagamento tra le 8:00 e le 19:00, con estensioni fino alle 24:00 o tariffe speciali in certe aree, inclusa la limitazione a 2 ore di sosta massima in alcune zone. Ma il vero problema è che le strisce blu in molte zone sono pochissime, per cui semplicemente non si può parcheggiare legalmente. O si va in un parcheggio privato a pagamento dove si arriva a pagare anche dieci euro l’ora, o si parcheggia dove non è permesso, sperando di non prendere una multa.

Tutto questo, e non solo questo, è progettato per essere così: da un lato per scoraggiare l’uso della macchina dall’altro per poter multare ad libitum.

Ci siamo messi dei limiti di velocità assurdi

Abbiamo strade a tre corsie, con asfalto perfetto, tutte dritte, con visibilità fino a ben lontano, fuori dal centro abitato, con limiti di velocità assurdi.

Da viale Forlanini, a viale dei Missaglia, da Viale Famagosta a via della Chiesa Rossa, per fare degli esempi. Non si tratta di limiti e regole pensati per tutelare i pedoni, i bambini che escono da scuola, o cose simili, si tratta di regole per dare multe. Torniamo sempre lì.

Ostacoliamo la disponibilità di Taxi, NCC e car sharing

Nonostante i prezzi dei taxi di Milano siano in linea con altre grandi città italiane, sono comunque prezzi cari che una persona normale si può permettere quella volta che non può fare altrimenti. In altre città fuori dall’Italia i taxi sono un mezzo molto più abbordabile e utilizzabile comunemente – certo non potranno mai costare come l’autobus. Inoltre nelle occasioni in cui i mezzi pubblici scarseggiano e cresce la domanda si fa presto ad avere lunghe attese.

Tutto questo è dovuto al meccanismo delle licenze e al fatto che in Italia servizi alternativi sono stati messi direttamente fuori legge. In Italia non si può utilizzare Uber come normale piattaforma di ride-hailing con conducenti privati senza licenza (la cosiddetta UberPop/UberX tipica di altri paesi). Il servizio è stato dichiarato illegale dalla giustizia italiana perché considerato concorrenza sleale ai taxi. Di conseguenza, UberX, UberXL, e servizi equiparabili di drivers privati con auto personale non sono permessi in Italia.

Sono ammessi servizi di noleggio con conducente (NCC), ma come servizi premium e più costosi. Il Noleggio Con Conducente è un regime legale particolare che richiede una licenza professionale. I veicoli sono di solito di classe superiore (berline di lusso, furgoni) e più costosi dei taxi normali. Affinché un’auto sia ammessa, il conducente deve avere licenza NCC valida, e l’auto soddisfare standard specifici (età/modello, assicurazioni) previsti dal regolatore italiano.

Esistono poi i servizi di Carsharing come Enjoy, Drive Now, etc.. ma sono in recessione da tutta la città, ultimamente molti hanno abbandonato e altri si stanno riorganizzando, ma al momento sono quasi inesistenti. I motivi sono vari ma tra di essi c’è l’elevato canone che “Noi il comune” gli mettiamo. Il Comune di Milano richiede canoni elevati (175€/mese per auto termica, 45€/mese per elettrica), rendendo il servizio poco redditizio rispetto ad altre città. Uno potrebbe pensare che dopo aver reso difficile e costoso andare in giro con la propria macchina personale il comune si fosse prodigato per rendere accessibili ed economiche le alternative.. e invece no.

Ci diamo persino multe illegali.

D’altronde il Comune di Milano è un multatore folle. Ad esempio ha previsto di incassare circa 275 milioni di euro da multe stradali nel bilancio 2025, confermandosi come la città con i maggiori proventi da sanzioni in Italia. Questa cifra segna un aumento rispetto ai dati del 2024, quando gli incassi avevano superato i 204 milioni di euro.

Questa guerra quotidiana ai cittadini fatta di parcheggi impossibili, limiti di velocità demenziali, soffocamento delle alternative all’auto privata, etc.. non si ferma nemmeno davanti alla legge. Ad ennesima dimostrazione che la legge non è uguale per tutti, ma è brandita da alcuni contro altri e che c’è chi la interpreta e chi decide quando, come, dove e a chi si applica e chi la subisce, non contento delle multe che può dare legalmente il comune di Milano da normalmente anche multe dalla dubbia o inesistente legalità.

Per questo ad esempio ha stabilito con una sua ordinanza che nell’area C di Milano non tutte le auto ibride possono entrare. A Milano, l’accesso delle auto ibride in Area C è regolato in base alle emissioni di CO2. Le autovetture ad alimentazione ibrida con emissione di CO2 inferiore o uguale a 100 g/km possono entrare gratuitamente in Area C, recita la norma. Le altre no. Peccato che una norma nazionale stabilisca che le auto ibride possono entrare a prescindere da questa ulteriore distinzione e che facendo ricorso si vinca. O ancora quando si prende una multa per eccesso di velocità con tanto di foto dell’auto, per legge si deve ricevere il verbale entro 90 giorni.

La regola generale dell’art. 201 del Codice della Strada prevede che il verbale di accertamento di una violazione debba essere notificato entro 90 giorni dalla data dell’accertamento dell’infrazione, se non è possibile contestare immediatamente l’infrazione (come avviene per gli autovelox automatici).

Per infrazioni rilevate con apparecchi automatici (foto della targa / autovelox), l’interpretazione consolidata è che i 90 giorni partono dal giorno in cui è stata commessa la violazione/autovelox ha “scattato” la foto, non da quando l’amministrazione ha poi verificato le immagini e identificato il proprietario. Ciò nonostante il comune di Milano manda le multe oltre i 90 giorni, con annesso un foglio che spiega che i 90 giorni partono una, due, tre, quattro settimane dopo, da quando l’amministrazione ha verificato le immagini.

Ancora una volta facendo ricorso si vince regolarmente, ma il comune ad ogni modo ci prova sempre, perché gran parte delle persone non fa ricorso e paga. In parole povere una istituzione come il Comune di Milano truffa regolarmente e consapevolmente i suoi cittadini. Li deruba illegalmente sperando non se ne accorgano. E anche se facendo ricorso si può non pagare, non è che poi si abbia un qualche tipo di risarcimento o che qualcuno dell’amministrazione paghi per questi tentativi di truffa e di furto.

Ci siamo vietati di fumare all’aperto

Sì potrebbe parlare di tante altre cose, dalla tari, alle tasse di soggiorno, passando per la recente lotta alle keybox… Ma l’ultimo appunto voglio farlo sugli ultimi divieti che Milano ha messo al fumo.

Dal 1° gennaio 2025 è entrato in vigore un ampio divieto sul fumo che riguarda gli spazi pubblici all’aperto a Milano. Non è più consentito fumare sigarette in quasi tutte le aree pubbliche o ad uso pubblico all’aperto, siano esse vie, strade, piazze, marciapiedi o altri spazi frequentati da persone. Il divieto non si applica nei casi in cui il fumatore può mantenere una distanza di almeno 10 metri da altre persone presenti. In pratica: si può fumare legalmente solo trovandosi in un punto isolato dove non c’è nessuno nel raggio di 10 metri di distanza.

Ovviamente in molti contesti urbani questo rende praticamente impossibile fumare “normalmente” in piazze o strade affollate. Chi viola il divieto rischia multe amministrative che vanno da circa 40€ fino a 240€.

Si tratta di una norma largamente ignorata, e che per ora non viene fatta rispettare. Ma si tratta dell’ennesima norma progettata per essere difficile da rispettare, per essere snervante nella sua mancanza di buon senso e per porre una quantità enorme di persone potenzialmente fuori legge, così da poterle all’occorrenza multare e sanzionare, così che tutti siano sotto minaccia e che l’amministrazione possa poi all’occorrenza applicare la norma quando ha un motivo per farlo. L’ennesimo sputo in faccia a una concezione liberale dei diritti e del diritto.

A scanso di equivoci, è certo buona educazione preoccuparsi di non infastidire il prossimo e per esempio non fumargli addosso o smettere o spostarsi se qualcuno fa presente che gli arriva il fumo e gli dà fastidio, ma la violazione della buona educazione merita una sanzione sociale o al massimo una risposta altrettanto maleducata. Mentre nel contesto di oggi la gente fa spesso prima a chiedere provvedimenti dell’autorità, a denunciare, a pretendere sanzioni per il prossimo che a parlarci, a dirgli cosa la disturba, a cercare un accordo, cosa che probabilmente risolverebbe la situazione nel novanta per cento dei casi.

In conclusione… se il “comune siamo noi”, siamo proprio dei grandissimi pezzi di merda.

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1 COMMENT

  1. Eppure è una città meravigliosa, l’unica dove un vecchio magazzino basso può diventare magicamente un nuovo grattacielo.
    ♫ ♪ Congratulation, gentryfication, basta una SCIA trallallallalerollà…♫ ♪

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