Dal cane da guardia a cane da compagnia del potere: il giornalismo italiano

Da leggere

di LEONARDO FACCO Ci sono tre casi che mi hanno indotto a scrivere questo editoriale: 1- Il caso dell'omicidio di Chiara Poggi e il comportamento della stampa igienica italiana rispetto all'innocente Stasi e alla indecente magistratura; 2- Il caso della fake news di Ranucci e Bianca Berlinguer, relativamente alle visite in Uruguay del ministro Nordio; 3- Il caso della stampa argentina, che da quando non riceve più sussidi pubblici s'è coalizzata per dare addosso a Javier Milei, a prescindere. Potere e privilegi della categoria dei giornalisti (di cui mi onoro di non far più parte) trovano un’eco impressionante ovunque, anche in Italia ovviamente, dove il giornalismo — salvo rare e coraggiose eccezioni — ha progressivamente smesso di svolgere la funzione di controllo dei potenti per trasformarsi, troppo spesso, in una loro appendice. La retorica dominante racconta i giornalisti come “cani da guardia della democrazia”. Ma la realtà, sempre più evidente, Ã
Iscriviti o accedi per continuare a leggere il resto dell'articolo.

Correlati

1 COMMENT

Comments are closed.

Articoli recenti