L’incapacità dello Stato di custodire i dati sensibili dei suoi cittadini

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di DAPHNE POSADAS La scorsa settimana, il Guatemala ha attraversato una delle crisi di sicurezza digitale più gravi della sua storia recente. In pochi giorni, un gruppo di ciberdelinquenti ha violato molteplici istituzioni dello Stato e ha messo in vendita interi database del Ministero del Lavoro, esigendo il pagamento di due bitcoin (circa un milione di quetzales) per fermare le intrusioni. L’episodio si è rapidamente esteso ad altre istituzioni: nel Ministero dell’Educazione sono stati filtrati 178 gigabyte di informazioni, tra cui fascicoli accademici e registri amministrativi di studenti e docenti; anche l’Ufficio del Procuratore Generale e la Superintendencia de Telecomunicaciones sono state compromesse, con credenziali amministrative pubblicate apertamente su Telegram. Ci sono inoltre allarmi su fughe di dati al RENAP, alla SAT e alla DIGECAM, quest’ultima con l’esposizione di 62 mila numeri di serie di armi da fuoco registrate. In totale, secondo società di
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