di GIOVANNI EDOARDO MARINI
Le elezioni sono il ganglo che unisce la popolazione alle istituzioni statali. Con loro, il politico è autorizzato ad agire per conto dei propri rappresentati senza vincolo di mandato ed ad interpretare a piacimento il proprio ruolo ed i vantaggi da trarre per sé ed i propri sodali.
Scrive Hans Herman Hoppe: “(…) l'amministratore di un governo in proprietà pubblica cercherà di massimizzare non la ricchezza totale dello Stato (valore capitale e reddito corrente), ma solo il reddito corrente (senza alcun riguardo, e a spese, del valore capitale). L'amministratore pubblico non può comportarsi diversamente da così neanche se volesse, perché la proprietà pubblica non può essere venduta, e in assenza di prezzi di mercato il calcolo economico è impossibile. È inevitabile quindi che la proprietà pubblica del governo porti ad un consumo continuo del capitale. Invece di valorizzare il proprio patrimonio, come solitamente fa un proprietario privato
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