di REDAZIONE
È in prevalenza la mancanza del lavoro o comunque di qualche prospettiva economica la ragione del dilagare dei suicidi nel nostro Paese, che ormai ogni giorno miete vittime soprattutto tra i disoccupati e tra i cosiddetti esodati, tra coloro cioè che anche per ragioni anagrafiche nutrono meno speranze di altri di trovare un'altra occupazione. A livello territoriale, al di là delle ragioni più strettamente legate al lavoro, è il Centro-Nord a detenere il triste scettro dei casi di suicidio, con la Lombardia al primo posto. Il fenomeno dei tanti che quotidianamente compiono il gesto estremo è però riconducibile, racconta il Secondo Rapporto dell'Eures (Il suicidio in Italia al tempo della crisì), soprattutto alla figura maschile. Nel 2010 sono stati 362 i suicidi dei disoccupati, spiega l'Eures, superando così i 357 del 2009, che già rappresentavano una forte impennata rispetto ai 270 accertati in media nel triennio precedente. Il numero dei suicidi tra i disocc