di CECILIA BORTOLAMI
La decisione pare giunta dopo la seduta del consiglio comunale di giovedì scorso in cui Catelan ha dovuto dare ragione dell'adeguamento al rialzo dell'aliquota Imu sulla seconda casa, che dallo 0,76% è salita allo 0,9%. Un rialzo (0,14%) che vale 470mila euro in più nelle casse comunali. Purtroppo, però, non è il segno positivo cui si deve guardare, bensì il suo contrario: rispetto al preventivo d'aprile (650mila euro), difatti, i trasferimenti statali hanno subito un taglio deciso e senza possibilità di ricorso, che vale 269mila euro in meno. Sempre nelle casse comunali. E, sebbene in matematica potessi fregiarmi di un bel cinque in pagella, le addizioni e le sottrazioni, le so fare anch'io. E so anche che il risultato (almeno per il livello di studio da me raggiunto) è uno e uno solo. In questo caso, un rialzo senza scelta cui Catelan, prima che da altri, è stato costretto dalla calcolatrice.
Non basta o non serve più (se mai è servito in Italia)
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