di SALVATORE ANTONACI
Sembrava che la bufera scatenatasi sui socialisti catalani, dopo aver spazzato brutalmente un’esperienza di governo della durata non effimera di sette anni (più o meno coincidenti, a livello nazionale, con l’era Zapatero) si fosse per il momento chetata consentendo ai notabili della rosa nel pugno locale di lucrare sulle difficoltà dell’attuale governo nazionalista di Artur Màs, alle prese con l’improba fatica di far quadrare i conti disastrati della Generalitat. Ebbene, mai cullarsi nella bambagia di una simile illusione fu cosa più deleteria per un movimento politico che era riuscito a diventare la stella polare di questo avamposto orientale di Iberia con le sue centinaia di amministratori locali e decine di parlamentari .
Ora, infatti, il partito rischia una frattura interna che ne sancirebbe la oramai totale irrilevanza politica. Dell'altro ieri la notizia che 145 militanti di rango del PSC, tra cui 4 (ex) deputati regionali (ex, viste le ele
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