di DANIELE V. COMERO
“Se l’antidoto al Porcellum di Calderoli è Calderoli, dovremo aspettarci una proposta di legge anticorruzione da Formigoni e Penati?” la sagace battuta di Michele Serra, su La Repubblica di oggi, riassume lo stato confusionale della politica sulla riforma della legge elettorale in corso al Senato. Sono mesi che si va da un rinvio all’altro, con scuse e pretesti sempre diversi, solo per stare fermi immobili sul detestato sistema elettorale attuale, quello con le liste bloccate e il mega premio in seggi alla prima coalizione.
La casta al potere non vuole restituire ciò che ha tolto con l’inganno, cioè ridare la sovranità al popolo. Non lo dico io, lo dice la Costituzione all‘articolo 1 secondo comma: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Questa affermazione solenne non è solo un principio, è un diritto reale, dal 1948. E’ evidente che non è stato rispettato, il Parlamento
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