di SALVATORE ANTONACI
Il braccio di ferro tra lo stato centrale spagnolo e la Catalogna è destinato a riempire le cronache del paese iberico (e non solo) per i prossimi due anni, ovvero fino alla da molti auspicata consultazione referendaria che potrebbe trasformare la più dinamica e prospera regione del Reame in uno stato sovrano.
Ma, nel frattempo, un'altra zona dell'inquieta penisola torna a far sentire forte la propria voce. Certo, manca, in questo caso, la baldanza e la decisione nei discorsi dell'èlite nazionalista moderata che si può riscontrare a Barcellona. L'Euskadi o paesi baschi spagnoli, (è questa singolare enclave linguistica l'altro termine della comparazione,) ha, inutile negarlo, una storia profondamente diversa ed assai più turbolenta dell'omologa catalana. Proprio la necessità di evitare l'accostamento con la scelta delle armi portata avanti dai settori più oltranzisti dell'indipendentismo basco ha spinto lo storico Partito Nazionalista Basco a mett