FONTE ORIGINALE: Corriere della Sera di Marco Cremonesi
La guerra è ormai dichiarata, la Serenissima fiammeggia. La pax maroniana che regna in Lombardia non alberga tra Verona e Belluno. Da queste parti, la Lega è dilaniata quasi al punto di non ritorno. Con i bossiani che a chiare lettere dicono che voteranno Pdl alla Camera e Pd al Senato. Oltre a chiedere le dimissioni di Roberto Maroni e Flavio Tosi subito dopo le elezioni. Tutto comincia con le liste elettorali messe a punto dal sindaco-segretario, Flavio Tosi: una strage. Usando come una scimitarra il limite statutario dei due mandati parlamentari, Flavio da Verona annienta tutta la vecchia guardia bossiana del partito, quella che fino a un annetto fa chiedeva rumorosamente la sua espulsione. Persino Gianpaolo Dozzo, il capogruppo alla Camera per cui lo stesso Maroni aveva chiesto la deroga, è falcidiato. Un'eccezione c'è, l'ex sindaco di Cittadella Massimo Bitonci, addirittura capolista al Senato: «Ma xe come el capo nem
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