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I numeri lo dicono, l’italia non si puo’ riformare

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di CARLUCCIO PRODERI Toccano quota 5 milioni 712mila642 gli iscritti Cgil nel 2012; oltre 27 mila tesserati in più pari a un aumento dello 0,49%. Una situazione di sostanziale stabilità, quella che emerge dai dati presentati dal leader di Corso d'Italia, Susanna Camusso, nonostante la crisi morda l'economia e si ripercuota sulle categorie di sindacati a più stretto contatto con i settori colpiti dalla recessione. Per Fiom, Filctem e Fillea, le categorie dell'industria e delle costruzioni, infatti i numeri sono tutti all'ingiù; si va da -0,49% delle tute blu della Cgil al -0,54% dei tessili-chimici al -1,43 nell'edilizia. Peggio fanno i bancari alle prese con le forti ristrutturazioni in corso nel settore, che chiudono il 2012 con una flessione negli iscritti del 2,79%. In totale controtendenza, invece, l'andamento delle iscrizioni alla Cgil della Filcams, la categoria del commercio e dei servizi, che diventa così la prima categoria sorpassando anche la funzione pubblica. I
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