di REDAZIONE
Se la Lega glielo avesse chiesto, Luca Zaia avrebbe accettato di candidarsi alle politiche, salvo rinunciare al mandato parlamentare una volta eletto: la sua presenza (secondo le stime dell'istituto Swg) avrebbe fruttato un surplus di voti sufficiente ad arginare il tracollo in Veneto ma così non è stato. Dal segretario Flavio Tosi non è giunto alcun segnale in tal senso e il governatore, al pari degli altri veterani del partito, non ha avuto ruolo alcuno nella composizione delle liste. È l’ultimo rumor trapelato e conferma l’avvenuta rottura tra i cavalli di razza del Carroccio. Nelle settimane precedenti il voto, i due si sono evitati accuratamente, anche nelle manifestazioni - a Treviso, Oderzo e Padova - che li vedevano di scena sullo stesso palco. Di più.
L’ultima goccia, quella che ha spinto il felpato Zaia a “scatenare l’inferno”, è arrivata dal web dove molti amici del sindaco di Verona gli hanno rinfacciato la “diserzione” dalla campagn
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