di SALVATORE ANTONACI
L’uomo è certamente noto per non lasciarsi sfuggire l’occasione di rilasciare dichiarazioni dai toni forti, soprattutto da quando non è più al timone della giovane e claudicante democrazia spagnola.
Ma ora, José Maria Aznar, già Premier conservatore del paese iberico dal 1996 al 2004, pare aver mollato definitivamente qualsiasi residuo bon ton diplomatico per imbracciare un metaforico kalashnikov contro coloro i quali, a suo dire, minacciano l’integrità nazionale del Reame. Lo ha fatto durante un’intervista alla radio “Onda Cero”, una delle più seguite del paese, nella quale auspica il carcere per chi tenta “di convocare un referendum in maniera illegale”.
Peraltro proprio Aznar si era incaricato, durante la propria permanenza alla Moncloa, di far approvare una legge che puniva con la reclusione fino a cinque anni chiunque intraprendesse simili iniziative. Allora il provvedimento fu una risposta intimidatoria verso il Presiden
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