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Il deficit spending è vivo e vegeto

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di MATTEO CORSINI "L’intermediazione del settore pubblico si è leggermente ridotta, ma si è scelto di non ridurla tanto quanto i risultati della spending review avrebbero consentito (circa 25 miliardi a tutto il 2016), perché si sono aumentate alcune voci di spesa ritenute meritevoli, quali scuola, ammortizzatori sociali e sicurezza. Guardando i numeri, troviamo che l’indebitamento netto della Pa, attestatosi attorno al 3% sino al 2014, è sceso al 2,6% nel 2015 e dovrebbe scendere ulteriormente nel 2016. Si può dire, come dice la Commissione europea, che la riduzione è stata insufficiente, ma non si può certo dire che si sia aumentato l’indebitamento per fare spesa in deficit". Giampaolo Galli sostiene che si debba dare una lettura “pragmatica" della politica economica dell'ultimo governo, a metà via tra quella di chi ritiene che il governo Renzi abbia proseguito sulla linea dell’austerità praticata dai governi precedenti e chi, al contrario, pensa che abbia fatt
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