ECCO IL 237° SEGNALE DELLA RIPRESA: IN 3 ANNI 57 MILIARDI DI TASSE IN PIÙ

grafico-tasse-voceinfodi LUIGI CORTINOVIS

Tra i dire abbiamo abbassato le tasse e l’averle abbassato per davvero, c’è di mezzo il mare, il mare magnum di corbellerie che racconta il premier e l’ondata di propaganda della carta straccia di regime, sempre pronta ad ossequiare il potente di turno. La domanda, dunque, è: davvero lo Stato incasserà meno gabelle? La risposta è no, come certifica uno studio del quotidiano “lavoce.info“, a cura di Francesco Daveri, professore ordinario di Politica economica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Vediamo un po’ di capirci qualcosa. “Le tasse caleranno dunque nel 2016? Come si vede dal grafico, la risposta è – in breve – no.  Sia nel 2016 sia negli anni successivi (2017 e 2018) le entrate totali delle pubbliche amministrazioni dopo la legge di Stabilità non caleranno e anzi continueranno ad aumentare. Saliranno di 10,6 miliardi nel 2016 rispetto al 2015 (da 788,7 a 799,3 miliardi), di 20,7 miliardi nel 2017 rispetto al 2016 e di 25 miliardi nel 2018 rispetto al 2017”. Il grafico, ne dettaglio, spiega che “le due curve – che descrivono l’andamento delle entrate totali prima e dopo la legge di Stabilità 2016 – indicano che senza la legge di Stabilità 2016 le tasse sarebbero aumentate ancora di più: di 28,7, 25,8 e 23,5 miliardi, rispettivamente, nel 2016, 2017 e 2018″. 

Insomma, una parte importante della riduzione dell’aumento delle imposte – ribadiamo, riduzione dell’aumento (!) – è dovuto alla non applicazione delle clausole di salvaguardia (aumenti di Iva e accise, ad esempio), che comunque continueranno ad essere una spada di Damocle sulla testa della “ripresa” immaginaria dell’Italia.

La domanda è: il governo ci prende per il sedere? Non crediamo sia difficile rispondere.

 

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