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L’indipendentismo che teme l’accusa di violenza vanifica la propria battaglia

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di ALESSANDRO MORANDINI La non-violenza è diventata un imperativo, la priorità di ogni buon cittadino occidentale. Qualunque sia l’obiettivo che un gruppo sociale dichiara di voler raggiungere, agenti individuali che ricorrono a qualche forma di violenza non solo saranno sanzionati dallo stato, ma probabilmente anche  biasimati dalla cosiddetta società civile. E’ indispensabile, soprattutto nel mondo indipendentista, cercare di gettare lo sguardo un po’ più in profondità rispetto a descrizioni riduttive come quella proposta qui sopra. Democrazia e processo federalista come antidoti alla violenza Spesso si indica nella democrazia un antidoto alla violenza. Semplificando, non pochi indipendentisti sostengono che il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione di un popolo da parte di uno stato ed i conseguenti referendum secessionisti, sono gli strumenti mediante i quali possono essere risolte pacificamente le contese sulla sovranità. E’ per questo motiv
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2 COMMENTS

  1. Penso che le sigle siano importanti. Si chiamano No Tav e non rivendicano l’indipendenza dallo stato italiano: sono contro un opera, non contro uno stato. Rifiutano la costruzione di un opera sul loro territorio, non difendono il loro territorio dall’occupazione italiana. E non rappresentano un popolo.

  2. L’articolo è bellissimo, uno dei più belli che ho letto direi. Però le persone comuni, radicali a parte, quando dicono “non violenza” pensano semplicemente a non sparare, non mettere bombe, non fare terrorismo, e cose del genere. Prendiamo i No Tav come esempio concreto, lasciamo stare per un attimo quello che pensano (molti magari sono di sinistra e pensano di stare combattendo il capitalismo) e giudichiamo quello che fanno: violano zone “proibite”, danneggiano attrezzature e macchinari, se la prendono con gli operai, etc.. Si tratta di gesti violenti, anche se relativamente blandi rispetto a quelli che ho citato sopra, fatti in opposizione a un’opera imposta dall’alto, agli espropri, alla spesa di soldi pubblici e fatti anche rivendicando la così detta “autonomia dei territori”. Lasciamo stare anche la questione se siano dannosi dal punto di vista del consenso o efficaci per fermare l’opera (probabilmente sono dannosi e inefficaci). Ma dal punto di vista morale e politico tu ti senti di giustificarli?

    Anche tenendo presente quanto scrive Hoischen in un articolo precedente: https://www.miglioverde.eu/hoischen-stato-crimine-giustificazione-criminale/

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