di ALASDIR MACLEOD
L'ipotesi che segue, se attuata, è certo che avrà un effetto significativo sull'oro e sul rapporto tra oro e tutte le valute cartacee.
La ri-monetizzazione dell'oro da parte di una grande potenza come la Russia, richiamerebbe l'attenzione sui difetti delle valute fiat emesse da quegli stati incapaci o non disposti a fare lo stesso. Sarebbe uno scisma in un ordine monetario mondiale basato sul dollaro.
La Russia ha chiarito il suo preminente obiettivo monetario: farla finita con il dollaro statunitense per quanto riguarda il commercio estero, un'ambizione che condivide con la Cina e i suoi partner asiatici. Inoltre, nel breve termine, la debolezza del rublo sta indebolendo l'economia russa costringendo la Banca Centrale di Russia (BCR) ad imporre tassi di interesse alti per difendere la valuta e ad aumentare il peso del debito in valuta estera. Non c'è dubbio che uno degli obiettivi delle sanzioni economiche della NATO è quello di danneggiare l'economia r
Riflessioni affascinanti, certo… ma con un piccolo problema: la reintroduzione del gold-standard segnerebbe probabilmente – almeno a medio termine – la fine dell’incontrollata moltiplicazione di pani, pesci e dollari di cui vive la finanza mondiale (ben “rappresentanta” dalla FED). Sarebbe la fine dei vari “quantitative easing”, della “virtualizzazione” della moneta e quindi – di fatto – del dominio del dollaro. C’è qualcuno disposto a credere che gli USA possano accettare una tale eventualità – che distruggerebbe le basi esistenziali del loro “american way of life” – senza muovere un dito?