di DIEGO GABUTTI
Miti e simboli sono una bella cosa, persino le polverose icone dei fascismi e dei comunismi, per quanto storicamente scomode e scalcinate: tengono il posto dei lunghi discorsi e delle spiegazioni troppo complicate. Uno li indossa, come maschere di carnevale o camice hawayane, e da quel giorno viene capito al volo: la sua identità si dichiara al primo sguardo. E fin qui tutto bene. Ma ogni storia ha due facce: la faccia pari è che le mitologie semplificano la vita, quella dispari è che rincoglioniscono chi le prende troppo sul serio e per esempio, come alcuni nostri lettori, s’indigna perché Mussolini Dux, uno dei personaggi più buffi, strambi ed esiziali del secolo, il primo dei boss totalitari in stile Dittatore dello Stato Libero di Bananas, è stato preso per il cecio in un articolo che mette in piazza le sue corna.
Si potrebbe raccontare la storia d’Italia nel XX secolo con un album Panini sul quale incollare, come tanti piccoli Veltroni festanti e g