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Cari siciliani, l’indipendenza conviene e lo dicono i numeri

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di MASSIMO COSTA Sono stati pubblicati finalmente, con qualche ritardo, i dati sui Conti Pubblici Territoriali relativi al 2013 (d’ora in poi, CPT). Cosa sono questi dati CPT? Sono lo “spacchettamento” delle entrate e delle uscite pubbliche per categorie economiche e per Regione. È un problema piuttosto complicato, quello di regionalizzare la finanza pubblica. Ma è ugualmente una cosa importantissima, per rispondere al quesito: chi mantiene chi? I dati sono in un link un po’ “ammucciato” (nascosto, per i non siciliani). Ho dovuto scrivere da docente universitario al Ministero per ottenerlo. Per ragioni misteriose il suo accesso non è immediato per il cittadino. Il Dipartimento che si occupa di questo lavoro è riuscito in qualche modo a ripartire bene le spese, ma non le entrate. Per evitare che sembrasse che tutta la spesa pubblica fosse da attribuire al Lazio, le spese centrali sono ripartite, secondo vari algoritmi, tra le varie Regioni, e così le spese all’e
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6 COMMENTS

  1. Le entrate che son partite di giro come entrano nel conto?
    Perchè quelle “imposte trattenute” che escono formalmente dalla tasca destra dell’ente per rientrare nella tasca sinistra dello stesso ente sono un giro contabile che non consente di pagare spese reali. Per pagare oneri reali servono contribuenti o sostituti d’imposta che fanno realmente uscire dalla loro disponibilità effettiva effettive somme di denaro verso un’ente.

  2. Non vedo proprio perchè i contributi pensionistici me li debba pagare Roma (gatta ci cova ).
    Comunque se voi siciliani accettate la sfida per battersi insieme per l’INDIPENDENZA, OK.
    Per la parte che mi riguarda, da buon polentone, accetto tutti i rischi connessi ( e naturalmente , anche i vantaggi).
    Vediamo se le vostre sono intenzioni sane o solo propagandistiche.

  3. Mi sembra un pò irrealistico parlare di autonomia e soprattuto di indipendenza pensando che uno stato straniero paghi le pensioni. Sono comunque daccordissimo che con l’indipendenza leconomia siciliana esploderebbe in senso positivo. Come per tutte le altre regioni.

    • Vedo che il mio articolo ha fatto un giro lungo. La questione previdenziale è quella cruciale. Un ente che incassa i contributi matura poi l’obbligazione per le pensioni. Su questo non ci piove. Ad esempio la Regione Siciliana non ha mai versato contributi all’INPDAP ma paga i propri pensionati con un proprio fondo pensione. Il buon Mattarella (pace all’anima sua) fu un Presidente eroico, ma commise un grave errore: aggredì il Fondo Pensioni Regionale mettendolo nel calderone della Regione. Molti decenni dopo (Lombardo) è stato ricostituito, ma è ovviamente insufficiente, e quindi la Sicilia (i contribuenti siciliani) ripianano ogni anno il deficit previdenziale della Regione. La Regione (Crocetta) ha chiesto all’INPS (gestione ex-Inpdap) di farsi carico dei dipendenti regionali. L’INPS (giustamente) ha risposto che vuole in cambio il montante contributivo dei contributi versati nei decenni dai lavoratori (alcuni miliardi di euro, in fondo sono poche migliaia). La Regione ha risposto “picche” perché non ha i soldi, e continua a pagarsi le pensioni. Il ragionamento va voltato anche al contrario: se la Regione costituisce un proprio INPS non deve avere solo i contributi correnti, ma anche il montante contributivo di tutti i pensionati attualmente residenti in Sicilia che hanno versato altrove i loro contributi (centinaia di miliardi, cioè impossibile). Del resto effettivamente molti pensionati siciliani hanno non solo versato all’INPS i contributi, ma hanno anche effettivamente lavorato al Nord per poi ritirarsi in pensione nel paese natale. Molti pensionati siciliani, allo stesso titolo, prendono la pensione da enti tedeschi o americani dove hanno lavorato per tutta la vita. La pensione è a carico dell’ente che ha percepito i contributi. Su questo non ci piove. Infatti l’ultima previsione è stata definita catastrofica, perché è da stato-canaglia (ma dell’Italia non mi fido).
      Per il resto, sì, facciamo sul serio. E non è un fatto di convenienza economica. La Sicilia E’ una Nazione. Lo dicono la storia, la geografia, la demografia, l’antropologia e l’economia. E non è sano tenere una Nazione della dimensione di uno stato medio europeo agganciato a un’altra Nazione. Ne deriva una cancrena, uno stato di perenne malattia, che non sarà mai risolubile se non con l’emancipazione politica.

      • UTINAM ! (volesse il cielo).Credo anch’io nelle inconfondibili caratteristiche etniche del popolo siciliano, e quindi del suo pieno diritto ad autogovernarsi, ma anche le nostre sono indiscutibilmente diverse da quello romane e napoletane.
        Le mie sono addirittura inconfondibili e anche quelle che si ritrovano nel meridione indicano senza discussione l’origine Longobarda.

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