di REDAZIONE
Ad un secolo dallo scoppio della “Grande Guerra” proliferano le ricostruzioni e si moltiplicano le celebrazioni. Schiacciata tra le tendenze storiografiche principali, l’interpretazione di una significativa corrente della tradizione liberale rischia di non avere lo spazio che, invece, merita. Ci riferiamo a quella Scuola Austriaca che, muovendo le proprie origini dalla prospettiva del marginalismo economico di Menger, fu in grado di offrire contributi preziosi in molti campi delle scienze sociali.
Partendo dal ruolo sempre più esteso che lo Stato ha assunto nella vita delle comunità umane, pensatori del calibro di Mises, Hayek, Popper e Rothbard hanno ritenuto la “guerra totale” una inevitabile conseguenza della creazione dello “Stato totale”. Questa lettura consente di comprendere meglio la prima conflagrazione mondiale sia nella sua natura (perché, lungi dall’essere conflitto tra popoli, le guerre moderne sono esclusivamente scontro di Stati) sia