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Senza tagli di dipendenti pubblici non si esce da nessun pantano

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di MARCO CESARE PEDRONI Come conciliare l'idea di un mondo senza imposte con quella della loro progressiva riduzione? Ci sarebbe un modo che a me, libertario pragmatico, realista, riesce più congeniale. La spesa per redditi da lavoro dipendente delle amministrazioni pubbliche, nel 2015 è ricominciata a salire. La tesoreria dello Stato, ha previsto per il 2015, per questa voce, la spesa di ben 164,26 miliardi. Nel 2015 infatti sono stati assunti i lavoratori precari, facendo tornare il numero dei dipendenti pubblici a quasi 4 milioni di unità. Sembra che nel 2016 la spesa continuerà a salire. Diventa di nuovo attuale dunque, valutare una possibile uscita dall'impasse economico attraverso una nuova politica del lavoro. Urge la definitiva inversione di tendenza alla decrescita economica verso un nuovo equilibrio che vede protagonisti il flusso delle imposte, la spesa pubblica e la migrazione del lavoro. Come? Con la diminuzione delle aliquote d'imposta all'impresa privata,
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2 COMMENTS

  1. Prima del taglio dei dipendenti pubblici è indispensabile la riscrittura e la semplificazione del mare di Leggi che non hanno alcun senso comune.

    • Perché prima? Nel senso che ‘il mare di leggi che non hanno un senso comune’ imporrebbe l’assunzione di sempre maggiore personale? Ciò che fa il servizio pubblico non possono farlo aziende private? E poi, c’è bisogno della stato, per servizi non richiesti?

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