“GUARDASSERO A…”, LA PARLATA DEL MEDITERRANEO E DEL MALAFFARE

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di GIANFRANCESCO RUGGERI L’i-taglia è il paese dove regna sovrana l’infelice espressione terronica “guardassero a…”, una delle prime che Oneto mi aveva consigliato di inserire nel Padazionario tra i modi di dire da evitare tassativamente. Non c’è da stupirsi quindi se l’italico Salvini di recente ha iniziato ad utilizzarla, assieme a battute e incitamenti vari in romanesco stretto… oh Signùr! Torniamo al “guardassero a”, che si può sentire quasi tutti i giorni in televisione ogni volta che questa o quella trasmissione ci racconta qualche italico spreco o qualche mediterraneo malaffare. Si comincia con un servizio sull’esorbitante numero di dipendenti comunali del solito comune siciliano, dove ci sono 70 dipendenti su mille abitanti. Immancabilmente quando il cronista di turno chiede conto di questa situazione, prima lo mandano a farsi benedire e poi rispondono che gli sprechi sono altri, “guardassero a…”, “guardassero a…”: a chi? “Guardassero a Roma, che è tutto un magna magna!!!”. Ok, guardiamoci, altra trasmissione, altro servizio, altro cronista che gira per le strade…

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