IL LIBERO MERCATO HA SALVATO I CINESI DA FAME E MISERIA COMUNISTE

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di THIBAULT SERLET La Shanghai contemporanea è indubbiamente una delle più grandi città del mondo. Tutti i suoi punti di riferimento riflettono l’apprezzamento culturale cinese per l’efficienza e l’empirismo. Lo skyline della città si estende a vista d’occhio, ben oltre qualsiasi città americana. Non parrebbe che la regione solo due generazioni fa fosse una delle più povere del mondo. Le Special Economic Zones (Sez) cinesi vanno ringraziate per la notevole trasformazione del paese. Il giorno in cui Mao morì, nel 1976, la Cina era davanti a un baratro. Il presidente Mao aveva sostituito l’anarchia dei signori della guerra con la brutalità del comunismo autoritario. Le sue purghe e la rivoluzione culturale erano l’ultimo dei problemi della Cina. Fu il suo “grande balzo in avanti” che uccise la maggior parte delle persone. La povertà di incentivi, i diritti di proprietà inesistenti portarono ad una carestia che uccise 45 milioni di persone. Gli osservatori riferirono di aver visto i contadini affamatissimi che avrebbero mangiato la corteccia degli alberi. A…

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