di SALVATORE ANTONACI
Der Spiegel, forse il più conosciuto fra i settimanali tedeschi, stavolta l'ha combinata davvero grossa.
Non si può dire, infatti, che la rivelazione di un vero e proprio complotto contro il leader socialista francese François Hollande, sfidante di Sarkozy e probabile vincitore nelle oramai imminenti elezioni presidenziali, abbia contribuito a svelenire le tossine del duro confronto in atto nella babele europea per tentare di arginare le conseguenze nefaste della grave crisi finanziaria in atto.
Alla base della "congiura" tra i governanti conservatori del continente, Merkel, Rajoy, Cameron e, guarda un po', Mario Monti è il timore che il candidato della gauche all'Eliseo metta in atto quanto promesso, forse un tantino frettolosamente a dire il vero, in campagna elettorale: nientemeno che la modifica dell'accordo fiscale a fatica raggiunto dall'UE pochi giorni orsono. Non una bazzecola, se corrispondesse al vero, ma uno tsunami foriero di sconquassi po