di VINCENZINO CARAMELLI
Il dibattito, sempre vivo ed attuale, sui compiti e sui limiti all’intervento pubblico nella società contemporanea, tende peraltro ad essere condizionato dal fatto che l’analisi sulla natura dello stato da tempo ha focalizzato l’attenzione quasi esclusivamente sulle caratteristiche dello “stato moderno” – per di più, nella sola variante affermatasi in Occidente – lasciando in ombra alcuni aspetti basilari, comuni a tutte le forme di stato, forse in quanto così largamente condivisi da apparire ovvi.
Tuttavia, ciò rischia di metterne in ombra l’importanza, fino al punto di condurre a conclusioni che, inconsapevolmente contraddicendo quegli aspetti, perdono parte della loro validità, specie quando si tratti della compatibilità della presenza pubblica con l’operare della società aperta.
PARTE PRIMA
L’etologia ci ha insegnato che tutta la vita animale è dominata dalla paura: l’animale vive sempre all’erta, pronto a fuggire