di LEONARDO FACCO
Il regime venezuelano è figlio della democrazia, il più maturo dei frutti che la malapianta democratica ha generato nel XXI secolo. Il Venezuela – per dirla con le parole del suo “profeta” contemporaneo – è figlio di “Una rivoluzione democratica”.
Scriveva Hugo Rafael Chávez Frías in un pamphlettino ciclostilato, nell’ottobre del 1996: «Siamo in piena transizione. Forze scatenate la impulsano, il più delle volte senza controllo. Questa transizione è iniziata sul finire degli Anni Settanta, quando la situazione A (capitalismo di Stato) cominciò a dare segni di stanchezza. La sfida oggi è quella di impulsare questa transizione verso una situazione B desiderata, pre-concepita. Per impulsarla si possono imboccare diverse strade. Si tratta, insomma, di illuminare quelle possibili strade. E orientare la transizione verso quella strada o quelle strade che offrano una migliore viabilità».
In quel libriccino di 48 pagine, in pratica il suo pr
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