L’umanesimo, la civiltà comunale, l’odierna democrazia diretta

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di ENZO TRENTIN L’umanesimo nacque nel XIII-XV secolo per portare la ragione ad elevarsi al di sopra dell’ipse dixit che rispecchiava l’immobilismo culturale e sociale di un medioevo in larga parte dominato dalla chiesa, che voleva l’uomo sottomesso e povero, perché sulla povertà poteva sempre contare per vendergli la favola di una vita ultraterrena migliore di quella da miseria reale che gli imponeva. Gli autori classici greci e romani venivano studiati dagli umanisti per riscoprire il reale significato di quanto avevano voluto comunicare, mettendo da parte quel contenuto allegorico che la cultura clericale aveva appiccicato loro per mille anni. Da ciò nacque la filologia e la riscoperta del senso più autentico del testo e della verità che conteneva, spirito che poi sarà ripreso dal Rinascimento e più tardi spronerà l’Illuminismo. I professori Quentin Skinner di Cambridge, John Hicks di Oxford, Robert Putnam di Harvard, Maurizio Viroli di Princeton, senza alcun
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