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La storia si ripete? Dalla “Belle Epoque” al canto del cigno

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di ALFREDO MOROSETTI I venti anni che precedettero la Prima Guerra mondiale, furono chiamati la Belle Epoque. Basta leggere Proust per farsi un’idea realistica di che strano periodo fosse stato. Una sorta di follia compiaciuta collettiva, nella quale il vivere era dedicato ai piaceri più diversi (dello spirito, del corpo, della fantasia) e le dure necessità del mondo dimenticate. Poi venne la più spaventosa guerra della storia, quella dove per la prima volta tutti (anche i contadini che da duemila anni non combattevano) furono mobilitati e furono mandati a vivere qualche giorno in trincee di fango per poi essere sacrificati alle mitragliatrici e ai cannoni del nemico. Come è noto, fu il suicidio dell’Europa. Da essa non si riprese più. La cosa interessante è che lo stesso si ebbe nell’Impero romano. Gli anni che precedono la salita al potere di Marco Aurelio, l’imperatore filosofo, sono quelli di Adriano e sono i più languidi e orientati ad ogni forma di piac
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