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Il boia di governo e la corda stretta al collo

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di GIORGIO BARGNA Viviamo in quello che viene, veniva, definito "il paese di Bengodi". Oggi siamo davanti al suicidio costante di imprenditori ridotti sul lastrico e di pensionati e padri di famiglia che dobbono fare i conti con la fame, loro e dei loro cari. Altro che Bengodi, sopportare questo silenti significa essere un Paese morto e se questo può passare per la stampa di regime (che vive di contributi pubblici, non dimentichiamo), lasciare che sia così con indifferenza, menefreghismo o rassegnazione da parte dei Cittadini, significa complicità o resa... entrambi i fattori vanno combattuti. Il Boia si presenta in TV e sui giornali raccontandoci di un Paese in ripresa, anzi in salute, che la crisi si è dissolta e che presto torneremo sereni, ricchi e felici tutti quanti, come prima, più di prima. Eppure oggi portare a casa un reddito necessario alla sopravvivenza è semplice come partecipare alla Parigi-Dakar e per chi ancora dispone di un emolumento vede diminuire il prop
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