di MATTEO CORSINI
Guido Salerno Aletta ha ribadito l'ovvio: "Servono riforme profonde. Primo, all'interno dell'Europa nessun Paese deve avere un avanzo commerciale strutturale, pena il ripetersi degli squilibri finanziari cui abbiamo assistito e che ancora incombono. Secondo, la Bce deve garantire, nel momento in cui un Paese rispetti i vincoli del fiscal compact, che il suo debito pubblico non possa costare più di quello pagato dal Paese più virtuoso, intervenendo automaticamente sul mercato primario e secondario. Terzo, i Paesi che hanno disavanzi energetici strutturali possono essere esonerati dal divieto di aiuti di Stato per tutti gli investimenti tecnologici volti ad affrancarli."
Anche io credo che servano riforme profonde. Ma qui finiscono i motivi per concordare con Aletta, perché ciò che lui ritiene necessario per risolvere la crisi in Europa sarebbe a mio parere deleterio.
Partirei dall'avanzo o disavanzo commerciale. Se si vuole evitare che un Paese registri un
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