Parla Danilo Coppe, massimo esperto di esplosivi in Italia, già entrato nelle indagini su via D’Amelio e Piazza della Loggia.
di JAMES CONDOR
«Mi pare improbabile che in quelle bombole ci fosse del gas. Bombole da 15 kg. piene di gas avrebbero incenerito tutto con una palla di fuoco nel raggio di 60-70 metri. È più verosimile che l’attentatore le abbia usate per comprimere un esplosivo fatto in casa. Dalle immagini sul muretto e sulle foglie mi paiono evidenti residui chimici tipici di esplosioni maggiori secondarie che non sono deflagrate, come se l’ordigno non fosse stato realizzato in maniera adeguata. Un po’ come era successo a Mohamed Game che, solitario, cercò di colpirela Caserma S.Barbaradi Milano, ottenendo solo, per fortuna, di accecarsi e rimanere privo di entrambe le braccia».
L’uomo che parla dell’attentato di Brindisi è uno che fa saltare palazzi, esplodere ponti, parti di intere montagne. Uno che vive tra bazooka, mine anti-uomo, bombe a mano
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