di STEFANO MAGNI
Il 4 giugno è una tristissima ricorrenza: il massacro di Piazza Tienanmen del 1989. Mentre l’Europa sovietizzata iniziava a liberarsi dalla tirannia (con la fine del regime mono-partitico in Polonia), la prima e ultima grande manifestazione per la democrazia nella Repubblica Popolare Cinese finì nel sangue. A 23 anni di distanza, in tutta la Cina è ancora impossibile parlarne. Internet è censurata, da ieri è scattato il blocco anche per i social network. A Pechino, sabato scorso, sono stati arrestati 80 attivisti che, semplicemente, chiedevano di sapere la verità sull’accaduto. Nel giorno dell’anniversario, ne è stato fermato un altro migliaio, che si stava recando nella capitale. Brutta sorpresa per chi usava Internet e i cellulari: qualsiasi cosa che ricordasse vagamente l’anniversario è stata censurata, rendendo molto difficili le chat e la messaggistica nell’intero territorio della Repubblica Popolare. E’ stata bloccata la funzione degli emot
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