di SALVATORE ANTONACI
Prendete uno stato-mosaico composto da 72 diverse etnie e comprendente al suo interno un antico e glorioso regno che cerca di recuperare i fasti del passato e avrete lo Zambia, una di quelle tante realtà africane costruite dalle potenze egemoni europee con righello e squadra e senza andare troppo per il sottile quando si trattava di determinare confini perlopiù artefatti e alle volte del tutto irrealistici.
Il risultato di questo zelo geometrico è sotto gli occhi dell'occidente, per dirla con Conrad, conservatore e pur tuttavia osservatore critico del colonialismo britannico tra otto e novecento. Tra guerre etniche, genocidi e mostruosi esperimenti di ingegneria sociale totalitaria questi connubi innaturali tra popolazioni diversissime per lingua, cultura, etnia si sono dimostrati un fallimento colossale. E lo Zambia non ha fatto eccezione seguendo un consolidato canovaccio, pur senza conoscere i rigori della folle dittatura etiope di Menghistu o la ma