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Le liste civiche anziche’ i partiti? specchietti per le allodole

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di REDAZIONE I partiti non hanno nulla da guadagnare nel 'camuffarsì da liste civiche. Al contrario, i politologi  "bocciano" l'ipotesi di liste civiche per superare l'impasse che vivono i partiti tradizionali, tra crisi di identità e calo dell'elettorato: una sorta di «autodelegittimazione», indice di una debolezza della politica che tenta escamotage e travestimenti mentre invece dovrebbe, nelle interpretazioni più spinte, arretrare a vantaggio di una più sana antipolitica. E tutti, interpellati dall'Adnkronos, invitano a non farsi ingannare da specchietti per le allodole, che non serviranno a contenere, neanche solo da un punto di vista numerico, l'emorragia dei consensi. I partiti, sostiene Alessandro Campi, docente di Storia della politica all'Università di Perugia «ammettendo di non essere in grado con le proprie strutture, programmi e uomini di stimolare l'opinione pubblica per attirare consensi e di avere un rapporto virtuoso, organico e continuativo con la base» ri
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