di GILBERTO ONETO
Una dozzina fra deputati ed ex deputati del Pdl ha dato vita a una Associazione denominata “Per un’altra Italia” il cui scopo – si legge nel documento di presentazione – “è dare un contributo ad una radicalmente nuova offerta politica rivolta al blocco sociale dei produttori di ricchezza”. Per farlo si propone “una organizzazione politica radicalmente nuova, organizzata sul modello del network politico on-line e che adotti come metodo politico di selezione della classe dirigente le primarie aperte e sequenziali come quelle che si svolgono negli Stati Uniti”.
Le intenzioni sono buone e addirittura ottime sono le premesse politiche, basate sul sincero riconoscimento del fallimento della politica liberale del centro-destra, di quella “rivoluzione liberale” per cui il partito berlusconiano è stato votato dal 1994 in poi. L’Associazione prende atto del livello insopportabile della pressione fiscale (“l’Italia è diventata uno Stato di poli
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