di TONTOLO
In Lega ci sono i “barbari sognanti” (ma quando si sveglieranno?), i “cerchisti” e il cosiddetto “terzo polo”, composto dai “roberticì” e loro palafrenieri e da tutta quella zona grigia di furbastri che non hanno ancora deciso da che parte stare o far pendere la cadrega. In questo limbo di taia-medega c’è quasi tutto l’apparato del Piemonte, in mezzo al guado, ai guai e agli strapuntini assieme al suo segretario-presidente-patron-governatore e ras.
Uno degli esemplari più interessanti di questa fauna di difficile collocazione darwiniana è il brillante sindaco di Arona. Grande collezionista di incarichi e gettoni, fraterno amico e sodale del Cota e del Giorgetti (straordinario caso di collaborazione interregionale) il Nostro (all’anagrafe Alberto Gusmeroli) si è scatenato nelle ultime settimane in una sua personalissima esibizione di federalismo creativo, di autonomismo declinato ai più accorati livelli degli affetti famigliari. Per prima cosa
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