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Una riforma elettorale non cambia la cattiva politica dell’italia sfasciata

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di GIORGIO GARBOLINO Mentre la crisi sta distruggendo il nostro stile di vita, i politici discutono accanitamente per varare una nuova legge elettorale... L'accordo non c'è ancora. Il metodo di elezione è visto come strumento per spartirsi il potere e, nel sistema frammentato delle cento consorterie fameliche dei partiti, è piuttosto difficile accontentare tutti. La nuova legge elettorale dovrebbe poter aggregare tutti in coalizioni che distribuiscano “equamente” i mille posti del parlamento (e le centinaia di migliaia del sottogoverno). Oltre tutto occorre dare ai sudditi la sensazione di poter scegliere, ed è proprio l' impossibilità di scegliere e di sostituire gli incapaci che ha scavato il solco fra i sudditi e i governanti, portando alle stelle l'astensionismo. Non sarà la reintroduzione delle preferenze a cambiare le cose. Le imprese private funzionano perché i proprietari (azionisti o no) hanno il potere di scegliere e di sostituire i vertici. E i vertici non son
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