di VINCENZO ANDRAOUS
E’ un periodo costellato di episodi di violenza spicciola che imbratta le strade e le coscienze, lasciando dietro sé tracce evidenti di indifferenza e un po’ di paura, come a dire che queste cose accadono solo ai “fuori di testa”. Accadimenti che vedono primi protagonisti i più giovani, quelli che davvero sognano di fare le cose per bene, ma spesso si imbucano alla via più breve, che arreca danno e sofferenze. Nelle vie dello struscio le dita non sono più intrecciate ad altre più minute, non corrono più al viso della propria bella, sono diventate mani strette a pugno, afferrano i bastoni, i caschi, le bottiglie, colpiscono presentando il conto a qualcuno, non soltanto al malcapitato di turno.
I giovani e la violenza, non è uno spettacolo teatrale: quando alla fronte imperlata di sudore della paura s’aggiunge il sapore acre del sangue, non c’è più tempo per disquisire su ulteriori rimandi, diviene l’unico spazio che rimane per trovare