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Il piano energetico svizzero spiega il disastro energetico italiano

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di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI Sul Corriere del Ticino del 25settembre scorso, ho letto, in un articolo a firma Marco Bigatto, Direttore  Generale AIL, presidente ESI le ipotesi fatte da un nutrito Comitato di studi onde verificare la possibilità di sostituire il 40% di energia prodotta in Svizzera dalle centrali nucleari. Questo per verificare i risultati di una (forse un po’ troppo avventata ) decisione politica. Il primo scenario prevede di realizzare, entro il 2050, quanto segue:  600 centrali eoliche, 5 centrali idroelettriche, pannelli solari per una superficie pari a 700 stadi di calcio (4.900.000 mq escluse le tribune), oltre a 8 centrali termoelettriche a gas (accettandone le emissioni nocive residue a valle dei filtri). Costo totale dell’operazione 118 MLD di franchi (98 MLD di euro) e un prezzo della corrente elettrica, per l’utente finale, maggiorato del 30% (circa 22 €/KWh). Lo scenario più estremo prevede un radicale cambiamento di abitudini dei consumi e
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