di GILBERTO ONETO
Sono sinceramente convinto che nel panorama politico italiano i grillini, i loro elettori e quelli che intendono diventarlo siano una delle parti più pulite, meno corrotte e sputtanate: sono spesso ingenui, qualche volta sprovveduti, ma sicuramente migliori di quasi tutto il resto se non altro perché la loro età media consente di essere meno bacati da una società malata, da una vita pubblica maleodorante. Parlano di correttezza, di libertà, di democrazia, di ambiente e di pulizia; somigliano molto ai migliori ragazzi del primo Sessantotto (quelli che non si erano ancora ingozzati di sterco marxista), e ai leghisti dei primi tempi. Le cose che sostengono sono quasi sempre condivisibili e i loro toni sono simpatici e anche le esagerazioni verbali del loro capo sono molto spesso un liberatorio toccasana.
Io non sono uno di quelli che profetizzano disincantati che anche loro cambieranno, che diventeranno come tutti gli altri, che si corromperanno, e che
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